Gli Stati Uniti d’America ed il calcio – Un rapporto destinato a consolidarsi

Gli Stati Uniti hanno un rapporto particolare, unico con lo sport, che nessun’altra nazione ha. Negli states c’è una cultura sportiva basata sulle tradizioni, ma soprattutto aperta a qualsiasi tipo d’innovazione che possa rendere il prodotto migliore. Il grande paradosso di questa nazione gigante, a livello geografico e di popolazione, è che lo sport più praticato nel mondo, il calcio, non è la disciplina principale e non è neanche la più popolare. Nel 2012 è stato fatto un sondaggio riguardante la popolarità degli sport negli Stati Uniti, questi sono stati i risultati : ( cliccare sul link SPORT USA)

SPORT USA

La cosa che balza subito all’occhio, anche dell’osservatore meno attento, è che il calcio non è tra i primi 5 sport più popolari negli Stati Uniti,  andiamo a vedere il perchè! La Nazionale di calcio è stata costituita nel 1885, la partita d’esordio ufficiale fu disputata il 20 agosto 1916 contro la Svezia a Stoccolma, vinta per 3-2. La rappresentativa a stelle e strisce fece il suo esordio ai mondiali di calcio nel 1930, dove perse in semifinale 6 a 1 contro l’Argentina, questo piazzamento, tutt’oggi risulta ancora essere il migliore della storia. Nel 1950 gli Stati Uniti non superarono nemmeno i gironi, ma furono protagonisti di una vittoria storica, infatti causarono la prima sconfitta nella storia della competizione all’Inghilterra. Dopo questa competizione, gli Stati uniti dovranno aspettare 40 anni per riuscire a riqualificarsi ai Mondiali di calcio. Nel 1989 finalmente, la squadra americana ottenne la qualificazione per i Mondiali in Italia. Gli Stati Uniti furono tuttavia eliminati al primo turno subendo tre sconfitte: 1-5 contro la Cecoslovacchia, 0-1 contro l’Italia e 1-2 contro l’Austria. Nel 1991 comunque arrivò la prima vittoria della Nazionale, quando gli USA conquistarono la prima edizione della CONCACAF Gold Cup.

Il 1994 la svolta, gli Stati Uniti sono stati scelti per ospitare il Campionato del Mondo, e questo avvenimento è il definitivo trampolino di lancio per uno sport che aveva perso completamente il proprio appeal. La FIFA impose di creare un campionato nazionale per club, o franchigie se vogliamo dirlo all’”Americana”, venne dunque fondata la Major League Soccer. La squadra americana fornì un’ottima prova nella fase a gironi pareggiando contro la Svizzera, battendo la Colombia e perdendo 0-1 contro la Romania ma ottenendo l’accesso agli ottavi di finale. Il cammino dei padroni di casa terminò in questo turno contro il Brasile, futuro Campione del Mondo, che vinse 1-0: la gara fu giocata il 4 luglio, giorno di festa nazionale. Nei Mondiali successivi, in Francia, uscirono al primo turno perdendo tutte e 3 le partite del girone.

Il nuovo millennio inizia molto bene per gli Stati uniti e la sua nazionale, ai Mondiali del 2002 si rivelarono la sorpresa del torneo, sconfiggendo nella fase a gironi il Portogallo e pareggiando contro i padroni di casa sudcoreani, una sconfitta contro la già eliminata Polonia, per 3-1, fu ininfluente per la classifica. Agli ottavi di finale incontrarono i rivali continentali del Messico, per la prima volta in un mondiale, vinsero la partita per 2-0. Brian McBride aprì le marcature a Landon Donovan segnò il secondo gol. Quella vittoria portò la squadra ai quarti di finale, dove furono eliminati dalla Germania futura finalista. Nel 2006 furono eliminati ai gironi dall’Italia, Ghana e Repubblica Ceca, l’anno successivo conquistarono la Gold Cup battendo in finale il Messico. Il 29 luglio 2011 la guida tecnica della nazionale viene assegnata al tedesco Jürgen Klinsmann, che porta nuove idee di calcio e di organizzazione societaria.

La Major League Soccer istituita nel 1987, inizia ad acquistare appeal solo nel 2007, grazie all’approdo di un campione come Beckham, dunque il campionato diventa terra di conquista per giocatori a fine carriera che vogliono guadagnarsi gli ultimi soldi e divertirsi ancora un po’. Seguiranno a ruota la scelta dell’inglese : Pirlo, Gerrard, Lampard, Villa e tanti altri ancora. Lo scorso anno fece scalpore l’approdo di Sebastian Giovinco a Toronto, lasciando a soli 28 anni il calcio Europeo, sintomo che la MLS sta prendendo sempre più importanza a livello globale, visti anche i tanti soldi che circolano. Il campionato attualmente è composto da 20 franchigie divise nelle due Conference, come in tutti gli altri sport americani, c’è in progetto però un ampliamento fino a 24 squadre entro il 2020. Quindi sta prendendo forma un ottimo torneo, il livello si sta alzando, gli stadi si stanno riempiendo sempre di più, insomma in terra Americana c’è voglia di calcio.

Ma allora cosa manca al calcio per poter diventare uno degli sport più popolari negli Stati Uniti? Probabilmente niente, con il tempo lo diventerà quasi sicuramente. Non ci resta che attendere il responso del campo, ma attenzione prepariamoci, perchè prima o poi domineranno anche in questo sport tipicamente lontano dalla loro cultura.

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